Giardino con piscina interrata: 8 idee da un garden designer

Arch. Lusia Mirabella

Garden Designer e Architetto Paesaggista

Giardino con piscina interrata. La vista è di una biopiscina limpida, in secondo piano c'è l'area di depurazione. Il biolago è immerso in un giardino completamente nel verde.

Nel mio studio di Modena, la richiesta di integrare uno specchio d’acqua nel giardino si fa sempre più frequente. I committenti sognano un luogo dove rinfrescarsi d’estate, rilassarsi a bordo vasca o semplicemente godere della vista.

Spesso, quando si pensa a un giardino con piscina interrata, l’immaginario si ferma alla vasca azzurra con cloro. La mia esperienza, tuttavia, mi ha spinto a esplorare soluzioni che sono non solo più armoniose e naturali, ma anche maggiormente in sintonia con l’ambiente.

Trasformare il proprio spazio esterno in un’oasi di benessere non significa replicare modelli standard; esistono opzioni decisamente migliori e più integrate.

Integrare l’acqua nel giardino: oltre la piscina tradizionale

Integrare l’acqua nel giardino eleva significativamente l’estetica e la fruibilità dello spazio, trasformandolo in un’oasi di benessere che va oltre la semplice funzione ricreativa. Un elemento acquatico ben progettato crea un punto focale unico, introduce profondità, armonia e un senso di pace, migliorando notevolmente la percezione complessiva dell’ambiente.

Parliamo di un elemento paesaggistico capace di cambiare la percezione dell’intero ambiente. Ho visto giardini trasformarsi completamente, acquisendo profondità e un senso di pace che prima mancava, grazie alla presenza sapiente dell’acqua. Questo elemento può anche favorire la biodiversità locale, attirando insetti utili e piccoli animali.

L’idea di un giardino con piscina può evocare immagini diverse. Ma nel mio approccio di architetta paesaggista a Modena, l’obiettivo è sempre l’integrazione perfetta con il contesto.

Questo significa considerare il microclima locale, il tipo di suolo (spesso argilloso nella nostra pianura) e la disponibilità idrica, elementi chiave per la sostenibilità del progetto. E, non meno importante, lo stile architettonico della casa, per garantire coerenza visiva e armonia complessiva. La scelta di materiali locali e tecniche costruttive compatibili con l’ambiente emiliano è sempre una priorità.

La scelta del sistema acquatico diventa quindi una decisione progettuale attenta. Va oltre la semplice vasca e si immerge nelle potenzialità dell’acqua come elemento vivo e dinamico. Richiede invece un’analisi approfondita e una visione che vada oltre l’immediato.

Perché scegliere una biopiscina interrata per il tuo giardino?

Scegliere una biopiscina interrata significa optare per un’alternativa ecosostenibile che unisce estetica naturale, benessere fisico e rispetto ambientale. L’acqua viene purificata biologicamente, eliminando cloro e altre sostanze chimiche, offrendo un’esperienza di balneazione salutare e armoniosa, ideale per la pelle e per un giardino che rispetta la biodiversità locale.

Questo specchio d’acqua offre un’esperienza di balneazione unica. L’acqua è pulita e cristallina senza prodotti chimici aggressivi come il cloro. La sensazione sulla pelle è incomparabilmente più morbida e piacevole, un vero toccasana per chi desidera evitare irritazioni o allergie.

È la soluzione ideale per chi desidera un’oasi naturale e integrata nel paesaggio. Rispetta l’ambiente e la salute degli utilizzatori, trasformando il giardino in un habitat per la fauna selvatica locale, come rane, libellule e uccelli acquatici.

Le biopiscine e i biolaghi, che progetto nel mio studio, sono veri e propri ecosistemi acquatici. La depurazione avviene grazie alla fitodepurazione, un processo interamente naturale.

Questo è un processo naturale in cui piante acquatiche e palustri svolgono un’azione filtrante e depurante, supportate da un sistema di ricircolo meccanico a basso consumo energetico. L’equilibrio biologico raggiunto previene la formazione di alghe e mantiene l’acqua limpida in modo costante.

Il sistema non solo garantisce un’acqua sempre limpida e gradevole, ma crea anche un ambiente che favorisce la biodiversità. Attira libellule e uccelli acquatici, trasformando il tuo spazio esterno in un angolo di natura viva. Uno spettacolo vivo e mutevole con le stagioni!

Per capire meglio queste meraviglie e come possono arricchire il tuo spazio, puoi leggere la mia pagina dedicata alla progettazione di biopiscine e biolaghi.

Quali sono le differenze tra una biopiscina interrata e una tradizionale?

La principale differenza tra una biopiscina interrata e una piscina tradizionale risiede nel metodo di purificazione: le biopiscine utilizzano sistemi naturali di fitodepurazione senza prodotti chimici, mentre le piscine convenzionali si affidano al cloro. Questo si traduce in acqua più sana per la pelle, minore impatto ambientale e costi di gestione inferiori nel lungo periodo.

Una piscina convenzionale usa prodotti chimici come il cloro per igienizzare l’acqua, con conseguenze note su pelle, capelli e occhi, oltre all’impatto ambientale legato allo scarico delle acque.

Al contrario, la biopiscina si basa su un sistema di filtraggio naturale con fitodepurazione e biologia. Una distinzione fondamentale che si traduce in un’esperienza di balneazione più sana e piacevole, e in un minor impatto sul pianeta.

Questa distinzione influenza ogni aspetto, dal mantenimento alla sensazione del bagno. L’acqua delle biopiscine è dolce e priva di odori chimici, garantendo un’immersione totalmente diversa.

Nelle biopiscine che progetto, l’acqua è priva di sostanze chimiche. Questo significa che non avrai più occhi arrossati, pelle secca o capelli rovinati dopo un tuffo, rendendola ideale per bambini e persone con sensibilità cutanee o allergie.

Questo è un vantaggio enorme per la salute e il benessere. Specialmente per chi soffre di allergie o sensibilità cutanee, la biopiscina è una soluzione liberatoria che permette di godere dell’acqua senza preoccupazioni.

Inoltre, un ecosistema ben bilanciato richiede una manutenzione meno invasiva e drasticamente meno costosa in termini di prodotti chimici e energia. I costi di gestione energetici e per prodotti di consumo sono molto più bassi nel lungo periodo, grazie all’efficienza dei sistemi biologici e alla ridotta necessità di riscaldamento o filtraggio intensivo.

In un recente progetto a Modena, per esempio, abbiamo stimato un risparmio di circa il 70% sui costi di gestione annuali rispetto a una piscina tradizionale della stessa dimensione, considerando il consumo di cloro, antialghe e l’energia per il riscaldamento e il filtraggio. Un risparmio significativo, che merita considerazione.

Come valorizzare il tuo giardino con piscina interrata: 8 idee progettuali

Per valorizzare al meglio un giardino con piscina interrata, è essenziale pensare all’integrazione estetica e funzionale del corpo d’acqua come estensione della casa e un luogo di benessere. Questo significa armonizzare l’elemento acquatico con il paesaggio circostante, massimizzando fruibilità e bellezza attraverso scelte di design che rispettino il contesto e il microclima locale.

Queste otto idee nascono dalla mia esperienza sul campo e si adattano a contesti diversi, dalle ville storiche agli agriturismi immersi nella campagna emiliana, valorizzando il microclima e le risorse locali. Vediamole.

1. Forme organiche e sinuose: Invece di una vasca rettangolare, optare per una forma libera che segua le curve naturali del paesaggio. Questo permette alla biopiscina di fondersi con il giardino, creando l’illusione di un laghetto naturale. La zona di balneazione può avere insenature e piccole spiagge ghiaiose, ideali per un ingresso graduale in acqua, richiamando le dolci colline della nostra regione o i corsi d’acqua naturali.

2. Integrazione con rocce e massi: L’uso di pietre naturali, disposte con maestria attorno al bordo o all’interno della zona di rigenerazione, aggiunge un tocco selvaggio e autentico. Questo è particolarmente efficace per creare cascate o giochi d’acqua che ossigenano e purificano l’acqua, oltre a donare un piacevole sottofondo sonoro. Possiamo utilizzare l’arenaria locale o ciottoli di fiume per un’autenticità visiva e tattile. Un dettaglio che fa la differenza.

3. Palette vegetale stratificata: Progetta la zona umida con una varietà di piante acquatiche e palustri che offrano interesse visivo durante tutte le stagioni, non solo in estate. Dalle ninfee che fioriscono in estate alle graminacee che creano movimento con il vento, ogni scelta contribuisce all’equilibrio biologico e all’estetica, fornendo riparo e nutrimento per la microfauna. Le piante autoctone si integrano meglio e richiedono meno cure.

4. Percorsi e camminamenti in legno o pietra: Creare un accesso alla biopiscina attraverso sentieri che attraversano la vegetazione circostante. Questo non solo guida lo sguardo ma invita a esplorare e a immergersi nella natura del giardino, creando un’esperienza sensoriale completa. Materiali come il legno di iroko, resistente all’umidità, o le lastre di pietra locale si abbinano perfettamente, offrendo superfici drenanti e sicure.

5. Zone relax e solarium in continuità: Progetta aree prendisole e spazi per il riposo direttamente a bordo biopiscina, magari con pedane in legno che si estendono sull’acqua o lettini seminari. Questo trasforma la zona in una vera area relax esterna, dove il confine tra acqua e terra è fluido e invitante. L’aggiunta di pergole con piante rampicanti o ombrelloni di design può creare zone d’ombra fresche e accoglienti.

6. Illuminazione scenografica: Un progetto illuminotecnico ben studiato può trasformare la biopiscina in un elemento magico anche dopo il tramonto. Luci sommerse che mettono in risalto la flora acquatica o faretti che illuminano le rocce e le cascate creano un’atmosfera suggestiva e intima, prolungando la fruibilità del giardino nelle serate estive. L’utilizzo di luci LED a basso consumo energetico è cruciale per la sostenibilità. L’atmosfera cambia completamente la sera.

7. Pontili e piattaforme sospese: Per giardini più ampi, un piccolo pontile in legno che si protende sull’acqua della zona di balneazione offre un punto di vista privilegiato e un luogo incantevole per godere del panorama, per fare un tuffo o semplicemente per sedersi e ascoltare il fruscio dell’acqua. Materiali ecocompatibili e resistenti all’acqua sono la scelta migliore.

8. Biofiltro estetico integrato: La zona di fitodepurazione, che è il cuore biologico della biopiscina, può essere progettata come un giardino acquatico a sé stante. Con iris d’acqua, canne e tife, diventa un elemento di grande bellezza e un habitat per la fauna locale, contribuendo al tempo stesso alla purificazione. Ed è bellissimo da vedere, un vero e proprio “giardino nell’acqua” che evolve con le stagioni.

Quali piante scegliere per una biopiscina interrata in Emilia-Romagna?

Per una biopiscina in Emilia-Romagna, la scelta delle piante è determinante per il successo e la sostenibilità, data la necessità di specie robuste per il microclima padano e i suoli argillosi. Le piante non sono solo decorative, ma svolgono un ruolo cruciale nella depurazione e nell’equilibrio ecologico, come la Canna indica e l’Iris pseudacorus, ideali per il nostro contesto.

Non si tratta solo di bellezza, ma di funzionalità. Le piante sono le nostre alleate per la depurazione dell’acqua, assorbendo i nutrienti in eccesso e fornendo ossigeno.

Bisogna scegliere specie robuste, capaci di prosperare nelle nostre condizioni climatiche e di svolgere un’efficace azione filtrante. La resistenza al freddo invernale è un criterio indispensabile, così come la tolleranza al calcare, spesso presente nei nostri terreni.

Nella mia esperienza, alcune colture acquatiche sono particolarmente adatte. Per le zone di fitodepurazione più profonde, consiglio piante come la Canna indica, l’Iris pseudacorus (giaggiolo d’acqua) e la Typha latifolia (tifa). Sono ottime nel rimuovere i nutrienti in eccesso dall’acqua e nell’ossigenarla.

Per le zone meno profonde o per i bordi, la Mentha aquatica (menta acquatica) e l’Equisetum hyemale (equiseto) offrono una buona capacità filtrante e un piacevole impatto estetico con le loro texture e colori. Altre specie efficaci includono il Myriophyllum spicatum (miriofillo spicatto) per le zone sommerse, l’Nymphaea alba (ninfea bianca) per la bellezza delle foglie galleggianti e la capacità di ombreggiare l’acqua, e il Phragmites australis (canna di palude) per la sua robustezza e l’efficacia depurativa.

È importante scegliere piante autoctone o naturalizzate, per garantire la massima resilienza e favorire l’integrazione con l’ecosistema locale, riducendo la necessità di interventi esterni. E, credetemi, fa tutta la differenza per un ecosistema stabile e duraturo.

La manutenzione di un giardino con biopiscina interrata è davvero più semplice?

La manutenzione di una biopiscina interrata è effettivamente più semplice di quella tradizionale, ma richiede un approccio diverso: si concentra sul supporto dei cicli naturali anziché sull’intervento chimico. Questo si traduce in attività meno intensive, come la potatura annuale delle piante e il controllo del sistema di circolazione, garantendo un risparmio di tempo e denaro a lungo termine.

Un ecosistema ben progettato punta a un equilibrio biologico autonomo, diminuendo la necessità di interventi chimici e di pulizie intensive e frequenti. Questo si traduce in un risparmio significativo di tempo e denaro a lungo termine.

Questo però non significa “manutenzione zero”. Piuttosto, parliamo di una manutenzione di tipo diverso, più in armonia con i cicli naturali, paragonabile alla cura di un giardino o di un piccolo orto.

Le attività principali sono la potatura annuale delle plantes acquatiche nella zona di fitodepurazione. Questa di solito avviene in autunno o a fine inverno per rimuovere la biomassa in eccesso, che altrimenti rilascerebbe nutrienti nell’acqua.

È anche importante controllare il sistema di circolazione (pompe e filtri meccanici a basso impatto) per assicurarsi che funzioni correttamente e, occasionalmente, rimuovere foglie e detriti dalla superficie con un retino. Queste operazioni richiedono meno tempo di quanto si pensi e possono diventare un piacevole rito.

La messa in acqua prima dell’estate, dopo il periodo di riposo vegetativo, è un momento chiave per assicurarsi che tutto il sistema funzioni correttamente. Si tratta di un’ispezione visiva e, se necessario, di una pulizia più approfondita del fondo, ma sempre senza l’uso di prodotti aggressivi.

La manutenzione passa da un approccio chimico a uno più “agronomico”, spesso percepito come più gratificante e meno oneroso nel lungo periodo. E questo, fidatevi, fa la differenza non solo per il portafoglio, ma anche per il piacere di vivere il proprio spazio esterno.

Come si inserisce una biopiscina nel tuo progetto di architettura del paesaggio?

L’inserimento di una biopiscina interrata in un progetto di architettura del paesaggio la trasforma in un elemento centrale per un ambiente coerente e armonioso. La mia filosofia unisce l’acqua al resto del giardino e all’edificio, creando continuità visiva e funzionale. Questo include la scelta di materiali locali e la pianificazione di percorsi che integrino la biopiscina in un ecosistema più ampio e funzionale.

La mia filosofia progettuale vuole unire l’elemento acquatico con il resto del giardino e con l’edificio. Crea così una continuità visiva e funzionale che amplifica l’esperienza dello spazio.

Una biopiscina non è un elemento isolato, ma il cuore pulsante di un ecosistema più ampio. Quando progetto, la considero parte integrante del design complessivo del giardino, analizzando ogni aspetto, dal soleggiamento ai venti dominanti, per garantire funzionalità e bellezza.

Questo significa scegliere materiali e finiture che dialoghino con l’architettura circostante e il paesaggio emiliano, come pietre locali o legno. La posiziono per avere massima esposizione solare per la balneazione, ma anche per il funzionamento efficiente del sistema di fitodepurazione.

E poi creo percorsi che la connettano con le altre aree del giardino. Penso alle zone pranzo all’aperto, agli healing gardens pensati per il relax, o alle aree giochi per i bambini, integrandola in un flusso armonioso. La biopiscina diventa un fulcro attorno cui si sviluppano le diverse funzioni del giardino, creando un microclima più fresco d’estate e un punto di interesse visivo durante tutto l’anno.

Il risultato è un giardino privato che respira con la biopiscina, migliorando la qualità della vita all’aria aperta e offrendo un’esperienza estetica e funzionale senza pari. Per scoprire di più sulla mia visione e come trasformo gli spazi esterni, puoi leggere le mie pagine dedicate alla progettazione giardini.

Giardino con piscina interrata: costi e valore nel tempo

Un giardino con piscina interrata rappresenta un investimento che va oltre i costi iniziali, considerando il valore aggiunto alla proprietà e la qualità della vita. Le biopiscine, pur potendo avere un costo iniziale simile o leggermente superiore, offrono significativi risparmi a lungo termine grazie a minori spese di gestione e manutenzione, aumentando il valore immobiliare con un’impronta ecologica ridotta.

Le biopiscine possono avere un costo di realizzazione iniziale simile o a volte un po’ più alto di una piscina tradizionale di pari dimensioni, a causa della complessità del sistema biologico e della necessità di un design paesaggistico integrato.

Però, offrono un vantaggio economico importante nel lungo periodo. Questo grazie ai minori costi di gestione e manutenzione, che compensano rapidamente l’investimento iniziale. Questo approccio è la base per un progetto consapevole e lungimirante, che valuti il ciclo di vita completo dell’opera.

Nella mia esperienza, un progetto accurato considera questi aspetti fin dalle prime fasi, offrendo trasparenza sui costi e benefici. Una biopiscina aumenta molto il valore immobiliare di una proprietà, non solo per la presenza di uno specchio d’acqua. Ma per l’unicità e la sostenibilità che rappresenta, fattori sempre più apprezzati sul mercato.

È un investimento che migliora la qualità della vita, offre un’esperienza di balneazione salutare e diminuisce l’impronta ecologica, distinguendosi dalle soluzioni convenzionali. Il tutto con una spesa annuale per energia e prodotti molto più bassa, stimata in un risparmio del 50-70% rispetto a una piscina chimica.

Come mostrato da studi come quelli dell’Università di Wageningen sulla fitodepurazione, l’efficienza dei sistemi biologici porta a un risparmio tangibile che compensa rapidamente l’investimento iniziale, rendendo la biopiscina una scelta economicamente vantaggiosa e sostenibile nel tempo. Questo aspetto merita un’attenta considerazione.

Giardino con piscina interrata biolago. In primo piano ci sono dei fiori viola e una biopiscina immersa in un giardino rilassante.

Come avviene la progettazione di un giardino con biopiscina interrata?

La progettazione di un giardino con biopiscina interrata segue un processo collaborativo e dettagliato, che inizia con un sopralluogo per analizzare il contesto e comprendere le esigenze del committente. Si procede poi con studi preliminari, definizione del concept, scelta dei materiali locali e progettazione esecutiva, garantendo un’integrazione armoniosa della biopiscina con l’intero paesaggio del giardino.

Il mio approccio alla progettazione di un giardino con piscina interrata è un viaggio condiviso, che parte dall’ascolto attento delle tue aspirazioni. Il primo passo è sempre un sopralluogo approfondito nel tuo spazio esterno, per cogliere ogni dettaglio del microclima, del tipo di suolo e dell’esposizione solare, elementi cruciali per la riuscita del progetto in un contesto come quello emiliano. Questo mi permette di valutare le potenzialità e i vincoli del sito.

Successivamente, elaboro uno studio preliminare che include moodboard e schizzi concettuali, per tradurre le tue idee in proposte concrete. Qui definisco le forme della biopiscina, l’integrazione con le aree circostanti come zone relax o percorsi, e la scelta della palette vegetale più adatta al contesto locale e alla funzione depurativa. La scelta di piante autoctone e materiali locali, come pietre o legni della nostra regione, è sempre privilegiata per garantire armonia e sostenibilità.

Una volta approvato il concept, si passa alla progettazione esecutiva, dove ogni dettaglio tecnico viene definito: dai sistemi di filtrazione biologica al posizionamento delle luci, dalla selezione delle piante per la fitodepurazione ai disegni per le opere murarie. Questo include anche la gestione degli aspetti normativi e burocratici, spesso complessi per interventi di questo tipo. L’obiettivo è creare un progetto su misura, che non sia solo bello, ma anche funzionale, sostenibile e facile da gestire, riflettendo la personalità del proprietario e la bellezza del paesaggio emiliano. La cura per il dettaglio è ciò che rende ogni giardino unico.

Oltre la balneazione: quali altri benefici offre un giardino con piscina naturale?

Un giardino con biopiscina naturale offre benefici che vanno ben oltre la semplice balneazione. Diventa un vero e proprio ecosistema che attrae biodiversità, migliora il microclima locale, fungendo da filtro naturale per l’aria e l’acqua, e crea un ambiente rilassante e terapeutico. La sua presenza aumenta la qualità della vita all’aria aperta, offrendo uno spazio di osservazione della natura e un rifugio dalla frenesia quotidiana.

La biopiscina è sì un luogo per rinfrescarsi e nuotare, ma la sua vera ricchezza si manifesta nei molteplici benefici aggiuntivi che apporta al tuo giardino e alla tua vita. In primo luogo, funge da *attrattore di biodiversità***: ho visto giardini arricchirsi della presenza di libellule, farfalle, uccelli acquatici e persino rane, creando un ecosistema vibrante e dinamico. Questo non solo è affascinante da osservare, ma contribuisce anche all’equilibrio naturale del tuo spazio verde, riducendo ad esempio la presenza di insetti indesiderati.

Inoltre, una biopiscina contribuisce a migliorare il microclima circostante. L’acqua evapora lentamente, rilasciando umidità nell’aria e contribuendo a rinfrescare l’ambiente circostante, un vantaggio non da poco nelle calde estati della pianura padana. Le piante acquatiche agiscono anche come filtri naturali, purificando l’aria e l’acqua e contribuendo a creare un’atmosfera più salubre e piacevole.

Infine, un giardino con piscina naturale offre un beneficio estetico e terapeutico impareggiabile. Il suono dell’acqua, la vista della vegetazione rigogliosa e il ciclo vitale che si svolge attorno allo specchio d’acqua creano un ambiente altamente rilassante e meditativo. È un luogo dove potersi riconnettere con la natura, praticare mindfulness o semplicemente godere della pace e della serenità che solo un ambiente naturale può offrire. Non è solo una piscina, è un’esperienza sensoriale completa che arricchisce ogni giorno la vita nel tuo spazio esterno.

Creare un giardino con piscina interrata che sia davvero un’oasi di benessere serve un progetto che vada oltre l’estetica, scegliendo soluzioni che rispettino la natura, la salute e che offrano un’esperienza di vita all’aria aperta senza compromessi.

Le biopiscine che progetto nel mio studio di Modena riassumono questa filosofia: bellezza, sostenibilità e armonia. Non si tratta solo di avere una piscina.

Parliamo di avere un pezzo di natura viva e pulsante nel proprio giardino. Un luogo dove la natura è a portata di pelle, come ho spesso detto ai miei committenti di giardini privati e agriturismi.

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