Trasformare un giardino in un’oasi di acqua pura e vitale è tra le cose più gratificanti del mio lavoro di architetta paesaggista. Più che una semplice vasca d’acqua, progetto una vera e propria biopiscina: un gioiello di design naturale dove l’acqua è cristallina, viva e purificata solo attraverso le piante.
Non è una chimera lontana. È una realtà che progetto e realizzo da anni, qui nella mia Emilia-Romagna e in tutta Italia. Offro a privati e strutture ricettive la possibilità di immergersi in un paesaggio acquatico che rispetta l’ambiente e dona benessere profondo. Il mio approccio integra sempre le specificità del territorio e le esigenze del cliente, creando spazi unici e sostenibili che riflettono la bellezza della natura locale.
Che cos’è una biopiscina e perché la considero un’opportunità per il tuo giardino?
Una biopiscina è un ecosistema acquatico balneabile che si purifica naturalmente senza cloro, tramite piante e microrganismi. Rappresenta un’opportunità unica per il tuo giardino, trasformandolo in un’oasi sostenibile che rispetta l’ambiente e offre un’esperienza di balneazione salutare, integrandola esteticamente nel paesaggio.
Una biopiscina è uno specchio d’acqua balneabile dove l’acqua si purifica in modo del tutto naturale. Non si usa cloro o altri prodotti chimici aggressivi, il che la rende ideale per chi cerca un’alternativa ecologica e salutare alle piscine tradizionali.
Questo sistema usa la fitodepurazione, un processo dove piante acquatiche e microrganismi lavorano insieme. Filtrano e depurano l’acqua, creando un vero ecosistema equilibrato. Si tratta di un meccanismo complesso ma affascinante, in cui le radici delle piante assorbono i nutrienti in eccesso, impedendo la proliferazione di alghe, mentre i microrganismi trasformano le sostanze organiche in elementi innocui.
L’acqua risulta così naturalmente limpida, dolce e priva di agenti irritanti per pelle e occhi.
A differenza di un biolago, che ha forme più libere e una funzione spesso solo ornamentale, la biopiscina unisce l’estetica e la funzionalità di una piscina tradizionale con l’anima sostenibile di un ambiente naturale. Una vera fusione tra design e ecologia, che offre sia la possibilità di nuotare sia un paesaggio acquatico di grande valore.
Nella mia esperienza, l’opportunità offerta da una biopiscina va oltre la semplice balneazione. È un invito a riscoprire il contatto con la natura, a godere di un’acqua che non irrita la pelle e gli occhi e a contribuire attivamente alla biodiversità del tuo giardino.
Immagina un tuffo in acqua dolce e morbida, circondato da ninfee fiorite e profumi di menta acquatica, con libellule che volteggiano leggere sulla superficie. Questa è l’esperienza sensoriale e rigenerante che la Biopiscine & Biolaghi può offrire.
Questi specchi d’acqua si integrano armonicamente nel paesaggio, valorizzano la proprietà e creano un punto focale di grande pregio estetico per la tua casa o struttura ricettiva. Mantenono un equilibrio dinamico con l’ambiente circostante, riducendo l’impatto ecologico e offrendo un habitat prezioso per la flora e la fauna locale. Non male per un “semplice” specchio d’acqua, vero?
Per approfondire i meccanismi e i benefici, consiglio sempre di consultare la Biopiscina guida disponibile sul mio sito.
Come inizia il mio processo di progettazione per una biopiscina?
Il mio processo di progettazione per una biopiscina comincia sempre con un ascolto approfondito delle tue esigenze e un sopralluogo dettagliato. Questi passaggi iniziali sono cruciali per comprendere non solo i tuoi desideri estetici e funzionali, ma anche le specifiche geoclimatiche del terreno e del contesto, permettendomi di creare un progetto autenticamente su misura.
Il mio processo di progettazione di una biopiscina inizia sempre con un ascolto attento delle tue esigenze e un accurato sopralluogo. Questi primi passaggi sono importanti per capire non solo i tuoi desideri estetici e funzionali, ma anche le caratteristiche uniche del terreno e del contesto, come la composizione del suolo, la presenza di falde acquifere o l’esposizione al sole.
Non parto mai da modelli predefiniti. Inizio da una tela bianca che si colora con le tue aspirazioni e con la natura del luogo. Sembra un dettaglio, ma fa tutta la differenza per un risultato che sia veramente tuo e perfettamente integrato. È davvero un lavoro su misura, che tiene conto della personalità del giardino e dello stile di vita di chi lo abiterà.
Durante il brief progettuale, esploriamo insieme come immagini il tuo spazio acquatico: vuoi una zona per il nuoto libero, un’area relax con sedute sommerse, o un angolo più scenografico con cascate e giochi d’acqua? Discutiamo delle tue aspettative, delle tue abitudini e del budget disponibile, per delineare una visione condivisa.
Il sopralluogo successivo mi fa analizzare molti aspetti: il microclima padano, la composizione del suolo argilloso (tipico della nostra regione), l’esposizione solare, la pendenza del terreno e la presenza di alberi o edifici vicini che potrebbero influenzare ombreggiamento o apporto di foglie. Valuto anche la disponibilità di fonti d’acqua e la qualità dell’acqua esistente.
Questo studio approfondito è fondamentale per evitare problemi futuri e garantire la massima efficienza dell’impianto.
Solo così posso sviluppare un progetto che sia non solo bello e in linea con le tue aspettative, ma anche tecnicamente solido e duraturo, rispettoso delle normative locali e delle esigenze ambientali. Questo approccio è parte integrante de Il Metodo, che mette al centro il committente e le specificità del luogo, trasformando ogni sfida in un’opportunità di design.
Quali elementi prendo in considerazione per disegnare la tua biopiscina ideale?
Per disegnare la tua biopiscina ideale, valuto attentamente dimensioni, forma e l’equilibrio tra zona di balneazione e fitodepurazione, adattandoli allo stile del tuo giardino e all’architettura della casa. Scelgo materiali specifici e integro la biopiscina nel paesaggio, garantendo un sistema di depurazione naturale efficiente e armonico con l’ambiente circostante.
Per disegnare una biopiscina che si adatti perfettamente al tuo giardino e alle tue abitudini, valuto molti fattori importanti. Non si tratta solo di scegliere una forma, ma di bilanciare estetica, funzionalità ed efficienza del sistema di depurazione naturale.
La scelta dei materiali, come pietre naturali, ghiaia o legno per i bordi, contribuisce a definire lo stile e l’integrazione paesaggistica.
Ogni dettaglio contribuisce a creare un’esperienza di balneazione unica e un ecosistema in armonia, non solo visivamente ma anche biologicamente. E questo, per me, è prioritario.
Considero innanzitutto le dimensioni e la forma della biopiscina. Possono variare da linee geometriche moderne a contorni più morbidi e organici, come un laghetto naturale. La scelta dipende dallo stile architettonico della tua casa e dal carattere del giardino.
In un recente progetto a Modena, ad esempio, abbiamo optato per una forma sinuosa che si integrava con la vegetazione esistente e le morbide colline circostanti, usando pietre locali per i bordi. Per una villa contemporanea a Bologna, invece, ho disegnato una biopiscina con linee pulite e minimaliste, utilizzando rivestimenti in pietra chiara per un effetto più raffinato e moderno. Sai, il contesto cambia tutto e detta la direzione del design.
Un altro aspetto importante è la suddivisione tra la zona di balneazione, dedicata al nuoto, e la zona umida o di fitodepurazione. È qui che l’acqua viene filtrata dalle piante. La proporzione tra queste due aree è essenziale per garantire un’acqua sempre limpida e sana.
Secondo le linee guida di enti come ISPRA sulla fitodepurazione, una corretta dimensione della zona di trattamento è la chiave per l’efficienza depurativa, spesso raccomandando che la zona di fitodepurazione sia almeno il 30-50% della superficie totale dell’acqua. L’equilibrio di queste proporzioni richiede un’analisi approfondita, e l’esperienza mi ha insegnato che solo un’attenta calibrazione garantisce la piena efficienza del sistema, a volte superando le prime stime di spazio necessarie.
Come scelgo la giusta palette vegetale per la fitodepurazione della tua biopiscina?
La scelta delle piante determina l’efficacia stessa della fitodepurazione e la limpidezza dell’acqua nella biopiscina, poiché le piante agiscono come un vero e proprio filtro biologico naturale. Seleziono specie acquatiche autoctone o adattate al clima padano, come la Phragmites australis e l’Iris pseudacorus, specifiche per assorbire i nutrienti in eccesso e ossigenare l’acqua in modo continuo. Considero inoltre la stagionalità delle fioriture per garantire un impatto estetico duraturo, trasformando la zona di rigenerazione in un suggestivo giardino acquatico.
La scelta delle piante acquatiche per la zona di fitodepurazione è un momento delicato e affascinante della progettazione. Richiede una conoscenza profonda delle specie, delle loro funzioni ecologiche e della loro adattabilità al clima locale. Non si tratta solo di bellezza. Si tratta di creare un vero e proprio motore biologico che mantenga l’acqua pulita e l’ecosistema in equilibrio. Le piante sono le vere protagoniste del sistema, e la loro selezione è un lavoro sartoriale, pura artigianalità e scienza applicata.
Nella mia esperienza, compongo una palette vegetale mirata. Seleziono colture acquatiche che prosperano nel nostro clima continentale, caratterizzato da estati calde e inverni freddi, e che hanno elevate capacità depurative. È importante scegliere piante che siano robuste e che non richiedano cure eccessive una volta stabilite.
Tra le specie che uso spesso ci sono la Phragmites australis (canna di palude) e l’Iris pseudacorus (iris giallo), note per la loro eccezionale capacità di assorbire i nutrienti in eccesso, come nitrati e fosfati, dall’acqua. A queste affianco piante sommerse che producono ossigeno, come la Myriophyllum spicatum o la Hottonia palustris, essenziali per la vita dei microrganismi e per prevenire la stagnazione. Posso anche includere piante galleggianti come le ninfee (Nymphaea), che oltre a purificare, offrono fioriture spettacolari e ombreggiano la superficie, riducendo l’evaporazione e l’eccessivo riscaldamento dell’acqua.
Prendo in considerazione anche la stagionalità delle fioriture e la struttura delle piante. Questo per assicurare che la zona di filtrazione sia sempre attrattiva e in mutamento, offrendo colori e profumi diversi durante l’anno e mantenendo un interesse visivo costante. Un equilibrio ben studiato non solo garantisce la salute dell’acqua e la funzionalità del sistema depurativo. Contribuisce a trasformare l’area tecnica in un giardino acquatico suggestivo, un vero e proprio elemento di design paesaggistico che evolve con le stagioni. Incredibile, vero, come la natura possa essere così efficiente e allo stesso tempo così bella?
Quali sono le fasi cruciali nella realizzazione di una biopiscina, dal cantiere alla messa in acqua?
La realizzazione di una biopiscina procede attraverso fasi definite: dallo scavo e preparazione del bacino, alla posa del telo impermeabilizzante e l’installazione dei sistemi idraulici. Segue la creazione della stratigrafia per la fitodepurazione e infine la messa in acqua, un momento in cui l’ecosistema inizia a stabilizzarsi sotto attento monitoraggio. Ogni passaggio è eseguito con precisione per garantire funzionalità e durata.
La realizzazione di una biopiscina richiede precisione, coordinamento e un controllo attento in ogni sua fase. Parliamo dal primo scavo alla messa in acqua definitiva. È un percorso che seguo personalmente, avvalendomi di squadre specializzate e assicurandomi che il progetto su carta prenda vita esattamente come è stato concepito, senza lasciare nulla al caso e rispettando i più alti standard qualitativi.
Dopo lo scavo e la preparazione del bacino, che prevede la modellazione del terreno secondo il design stabilito, si passa alla posa del telo impermeabilizzante. Si tratta di una membrana robusta, solitamente in EPDM o PVC di alta qualità, che assicura la tenuta dell’acqua e previene le perdite. La sua installazione è un momento cruciale che richiede grande cura e professionalità per evitare pieghe o danni.
Successivamente, installiamo i sistemi idraulici e di ricircolo, composti da pompe a basso consumo energetico, tubazioni, skimmer e bocchette di immissione. Questi componenti muovono meccanicamente l’acqua attraverso le diverse zone, balneazione e fitodepurazione, e garantiscono un’ossigenazione costante, necessaria a evitare la proliferazione di batteri anaerobici e a mantenere vivi i microrganismi benefici dell’ecosistema acquatico.
A questo punto, prepariamo la stratigrafia della zona di fitodepurazione. È composta da strati di ghiaia di granulometria diversa, sabbia e substrati specifici che fungono da filtro meccanico e biologico, oltre a fornire supporto alle radici delle piante acquatiche che verranno poi messe a dimora. Tutto studiato al millimetro per massimizzare l’efficienza depurativa. Zero improvvisazione, solo rigore tecnico.
La messa in acqua è un momento emozionante, il culmine di mesi di lavoro e pianificazione. L’acqua inizia a riempire il bacino, e piano piano l’ecosistema prende vita. Durante il riempimento e i primi giorni di attivazione, monitoro attentamente tutti i parametri chimico-fisici dell’acqua per avviare correttamente il ciclo biologico. Questo serve a garantire la trasparenza e la salubrità dell’acqua fin da subito.
Ho imparato che la pazienza e l’attenzione ai dettagli in questa fase sono ripagate da una biopiscina che si autoregola con maggiore facilità e affidabilità negli anni a venire, riducendo la necessità di interventi esterni.

Come si gestisce e si mantiene una biopiscina per goderne appieno ogni stagione?
Gestire e mantenere una biopiscina richiede attenzione focalizzata sul suo equilibrio biologico, meno intensa rispetto a una piscina tradizionale. La manutenzione include la cura delle piante di fitodepurazione e un monitoraggio periodico dei parametri dell’acqua, come pH e nitrati. Questi accorgimenti permettono all’ecosistema di autoregolarsi, offrendo un’oasi naturale piacevole e facile da gestire in ogni stagione.
Molti credono che una biopiscina sia un sistema completamente autonomo, senza bisogno di cure. Non è così. Come ogni giardino o ambiente naturale, anche la biopiscina ha bisogno di una gestione attenta, sebbene meno invadente e costosa rispetto a una piscina tradizionale. Il segreto è capire e rispettare il suo equilibrio biologico, che si stabilisce e si evolve nel tempo. A proposito, questo vale anche per i giardini pensili o i giardini verticali, anche se lì le dinamiche di irrigazione e selezione vegetale sono, ovviamente, diverse.
La manutenzione di una biopiscina si concentra sulla cura della zona di fitodepurazione e sul monitoraggio della qualità dell’acqua. Ciò comprende la potatura delle piante acquatiche a fine stagione, per rimuovere la biomassa in eccesso e prevenire l’accumulo di nutrienti che potrebbero favorire la crescita delle alghe. Questa operazione è primaria per “ricaricare” il sistema depurativo per la stagione successiva.
Faccio controlli periodici sui parametri dell’acqua, pH, nitrati, fosfati, per verificare che il sistema funzioni bene e che l’acqua mantenga le sue qualità ottimali. Su un giardino di 400mq con suolo argilloso che ho seguito l’anno scorso, abbiamo regolato la circolazione dell’acqua nelle prime settimane per favorire l’insediamento delle piante e l’attivazione dei processi biologici. Questo tipo di monitoraggio e aggiustamento è un esempio pratico di come l’attenzione ai dettagli iniziali porti a un sistema più stabile.
La prima estate è un periodo chiave per l’assestamento dell’ecosistema, un po’ come un neonato che impara a camminare. Ma con una corretta progettazione, come quella che offro, e qualche semplice accorgimento stagionale, la biopiscina diventa presto un elemento del giardino che si cura quasi da sé. Regala un piacere prolungato ben oltre la stagione balneare, spesso con temperature dell’acqua più elevate di 4-5 gradi rispetto alle piscine tradizionali grazie all’assorbimento solare delle zone più basse e alla vegetazione. Dai feedback dei miei clienti, questa differenza termica è percepita in modo molto positivo e rende l’esperienza di balneazione ancora più piacevole.
Per approfondire tutti gli aspetti tecnici e pratici, consiglio di consultare la Biopiscina guida disponibile sul mio sito.
Le biopiscine attirano insetti o zanzare, come spesso si teme?
No, le biopiscine ben progettate non attirano zanzare; al contrario, contribuiscono a ridurne la presenza. Il movimento costante dell’acqua e l’ecosistema equilibrato che si crea, con predatori naturali come libellule e rane, impediscono la deposizione delle uova, che avviene solo in acqua stagnante. Questo le rende un elemento del giardino che favorisce la biodiversità benefica.
Una delle domande più frequenti che ricevo dai miei committenti riguarda la possibile presenza di zanzare o altri insetti. È un timore comune legato agli specchi d’acqua naturali, e comprensibile, soprattutto in regioni come l’Emilia-Romagna. Posso tranquillizzarti fin da subito: una biopiscina ben progettata non attira le zanzare. Spesso aiuta a ridurne la presenza nel tuo giardino, trasformandosi in un alleato ecologico.
Il suo design e il suo funzionamento sono infatti i migliori alleati per tenere lontani questi ospiti indesiderati. Un vantaggio enorme, senza dubbio. La chiave sta nel movimento costante dell’acqua garantito dal sistema di ricircolo e dalla presenza di predatori naturali che si insediano nell’ecosistema. Le zanzare, infatti, depongono le uova solo in acqua stagnante e priva di organismi che possano predarle.
Un ambiente di acqua stagnante che in una biopiscina correttamente funzionante non esiste. Inoltre, l’ecosistema equilibrato che si sviluppa attira una ricca biodiversità benefica. Libellule, rane e piccoli uccelli, come le rondini, sono ottimi controllori naturali delle popolazioni di zanzare, nutrendosi delle larve o degli insetti adulti.
Numerosi studi, anche quelli condotti dall’Istituto Superiore di Sanità sulle acque naturali, confermano che gli ecosistemi acquatici dinamici e ricchi di biodiversità sono meno favorevoli alla proliferazione di insetti molesti, fungendo da barriera ecologica.
In un progetto residenziale in campagna, ho potuto osservare direttamente come la biopiscina sia diventata un polo attrattivo per la fauna selvatica benefica, dalle rane agli uccelli insettivori. Ha trasformato un potenziale problema in una risorsa ecologica per l’intero giardino. Un circolo virtuoso, insomma, dove la natura, opportunamente guidata, trova sempre la sua strada per autoregolarsi.
Quanto incide il contesto del microclima padano sulla progettazione di una biopiscina?
Il microclima padano, con estati calde e inverni rigidi, incide significativamente sulla progettazione di una biopiscina, rendendo essenziale una scelta accurata delle specie vegetali e un dimensionamento preciso dell’impianto. Considero la resistenza delle piante alle escursioni termiche e la profondità delle zone umide per la stabilità termica, valutando anche fonti d’acqua alternative, per un sistema autosufficiente e resiliente nel contesto emiliano.
Il microclima padano, con le sue estati calde e secche e gli inverni spesso rigidi e nebbiosi, presenta sfide e opportunità che cambiano molto la progettazione di ogni biopiscina in Emilia-Romagna. Non si possono ignorare questi fattori ambientali; la loro analisi previene il deterioramento precoce delle strutture e assicura che l’impianto funzioni correttamente nel tempo. Creare un sistema efficiente, resiliente e in armonia con il paesaggio e le sue specificità evita squilibri biologici e costosi interventi di manutenzione. La mia esperienza, in particolare con progetti a Modena e Ferrara, mi ha insegnato quanto sia importante questa attenzione ai dettagli climatici. Sempre.
Per esempio, la scelta della palette vegetale deve considerare la resistenza delle piante alle estreme escursioni termiche stagionali e alla siccità estiva. Preferisco specie autoctone o ben adattate al clima locale, come alcune varietà di carici, tife o iris, che hanno bisogno di meno acqua extra e tollerano meglio le nostre condizioni climatiche, riducendo i fabbisogni idrici e la vulnerabilità.
Il dimensionamento dell’impianto di ricircolo e la profondità della zona umida vengono studiati per garantire la stabilità termica dell’acqua. Questo serve sia per prevenire il surriscaldamento estivo, che potrebbe alterare l’equilibrio biologico e favorire le alghe, sia per proteggere le radici delle piante dal gelo invernale, assicurando la loro sopravvivenza e ripresa vegetativa. Inoltre, un’attenta progettazione delle pendenze e dei punti di drenaggio impedisce il sovraccarico del bacino e lo sversamento di inquinanti esterni durante le abbondanti piogge autunnali e primaverili, tipiche della Pianura Padana, evitando ristagni indesiderati.
La disponibilità idrica, che nella pianura padana può variare, è un altro fattore determinante. Valuto attentamente le fonti d’acqua disponibili, come pozzi o acquedotti, e la possibilità di usare sistemi di recupero dell’acqua piovana. Questo per rendere la biopiscina ancora più autosufficiente e sostenibile, riducendo il consumo di risorse preziose e minimizzando l’impatto ambientale. È un vero investimento a lungo termine per il tuo spazio verde, o meglio, una scommessa vincente sulla sostenibilità e la bellezza naturale.
Qual è la tempistica per la progettazione e realizzazione di una biopiscina?
La tempistica per la realizzazione di una biopiscina varia in base alla complessità e alle condizioni del cantiere. La fase di progettazione, che include sopralluoghi e definizione dettagliata, può richiedere 4-8 settimane. I lavori di cantiere, che comprendono scavo, impermeabilizzazione, installazione impianti e piantumazione, si estendono solitamente per 8-16 settimane. Pianificare con anticipo è fondamentale per rispettare le stagioni migliori per la messa in opera e la stabilizzazione dell’ecosistema.
In Emilia-Romagna, ad esempio, preferisco avviare i lavori in primavera o inizio autunno per permettere alle piante di attecchire al meglio e all’ecosistema di stabilizzarsi prima dell’uso intensivo estivo. Questo approccio strategico garantisce una biopiscina sana e pronta per le prime immersioni.
Le biopiscine sono adatte ai bambini o a persone con allergie cutanee?
Sì, le biopiscine sono particolarmente adatte a bambini e persone con allergie cutanee o sensibilità chimiche. L’assenza di cloro e di altri agenti chimici aggressivi rende l’acqua estremamente delicata sulla pelle e sugli occhi, eliminando i rischi di irritazioni o reazioni allergiche. È come fare il bagno in un lago naturale, ma con la sicurezza di un ambiente controllato e un’acqua sempre pura e trasparente, monitorata per la massima salubrità.
Molti dei miei clienti con bambini piccoli o che soffrono di dermatite atopica hanno trovato nella biopiscina la soluzione ideale per godere della balneazione in tutta tranquillità. L’acqua non ha odore di cloro e la sensazione sulla pelle è di una freschezza naturale impareggiabile, rendendo ogni tuffo un piacere sicuro e sano.
Sono necessari permessi specifici per costruire una biopiscina?
Sì, la realizzazione di una biopiscina richiede solitamente permessi edilizi specifici, equiparabili a quelli per una piscina tradizionale, ma le normative possono variare a livello locale. È necessario consultare il regolamento edilizio del proprio Comune e le direttive regionali prima di avviare il progetto. Nella mia esperienza, gestisco direttamente l’iter burocratico per assicurare la conformità.
L’iter per ottenere i permessi può essere complesso e richiedere tempo, spesso diversi mesi, a seconda della località e della specificità del progetto. In Emilia-Romagna, ad esempio, bisogna tenere conto anche delle eventuali normative paesaggistiche o vincoli idrogeologici. Inizio sempre con una valutazione preliminare della fattibilità burocratica, consultando gli uffici tecnici comunali. Successivamente, preparo tutta la documentazione necessaria, inclusi disegni tecnici e relazioni paesaggistiche, da presentare alle autorità competenti. La mia esperienza mi permette di gestire efficacemente questo processo, alleggerendo il cliente da oneri burocratici e garantendo che la biopiscina sia realizzata nel pieno rispetto delle leggi, evitando spiacevoli sorprese.
Realizzare una biopiscina è un viaggio entusiasmante. È un’immersione in un’idea di bellezza che unisce il rispetto per la natura e il benessere personale. Non è solo un elemento d’acqua, ma un vero e proprio cuore pulsante del tuo giardino. Un luogo dove la natura si fonde con il design per creare esperienze indimenticabili e un valore aggiunto alla tua proprietà. La mia visione, come Arch. Luisa Mirabella, è guidarti in questo percorso. Trasformo il tuo desiderio di un’acqua pura e viva in una realtà concreta e su misura, progettata per durare nel tempo e arricchire la tua vita.
Se stai valutando l’inserimento di una biopiscina o un biolago nel tuo spazio verde, il primo passo è un confronto sincero sulle tue aspettative e un’analisi approfondita del tuo contesto. Scrivimi per fissare un sopralluogo e iniziare a disegnare insieme la tua oasi naturale. Sono qui per trasformare i tuoi sogni in un progetto tangibile e sostenibile.

